Disturbi intestinali che non passano
Gonfiore, alvo irregolare, digestione bloccata. Prima di proporti un trattamento, misuriamo cosa sta succedendo.
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Cosa può esserci sotto
Batteri nel posto sbagliato
Batteri che normalmente vivono nell'ultimo tratto dell'intestino risalgono dove non dovrebbero. Lì fermentano il cibo prima che venga assorbito: da qui il gas, il gonfiore che peggiora nel corso della giornata e il malassorbimento. Quando prevalgono i produttori di metano il quadro vira verso la stitichezza ostinata.
Fermentazione eccessiva nel colon
Alcuni zuccheri presenti in pane, pasta, legumi e frutta arrivano al colon senza essere assorbiti e vengono fermentati rapidamente, richiamando liquidi e producendo gas. È il motivo per cui chi elimina il glutine a volte migliora: spesso non è la proteina, ma i carboidrati fermentabili del frumento.
Barriera intestinale indebolita
L'infiammazione prolungata allenta le giunzioni fra le cellule della parete intestinale. Frammenti di cibo e tossine batteriche passano nel sangue e tengono il sistema immunitario in allerta costante. Poiché gran parte delle difese immunitarie risiede nell'intestino, questo spiega perché compaiono sintomi lontani dalla pancia: stanchezza, nebbia mentale, pelle, dolori vaganti.
Motilità rallentata e asse intestino-cervello
Fra un pasto e l'altro l'intestino esegue contrazioni di pulizia governate dal nervo vago. Se quel comando è indebolito — da stress prolungato, da una cicatrice addominale, da un intervento — il contenuto ristagna e i batteri proliferano. L'intestino produce inoltre la maggior parte della serotonina dell'organismo: quando la flora è alterata, la produzione cambia, e ansia e dolore viscerale si alimentano a vicenda.
Fattori che alimentano lo squilibrio
Un'alimentazione ripetitiva, ricca di zuccheri e povera di varietà vegetale, impoverisce la flora. Cicli ripetuti di antibiotici la azzerano e non sempre si ricostituisce da sola. A questo si aggiungono i residui presenti negli alimenti e, in una parte dei casi, infezioni parassitarie mai riconosciute. Sono fattori che raramente agiscono da soli, ma che spiegano perché il problema si ripresenta appena si sospende un trattamento.
Cosa misuriamo
Anamnesi strutturata dei sintomi
Cosa dice
Trasforma i sintomi in un punteggio confrontabile nel tempo, invece di "va un po' meglio".
Come si fa
Colloquio guidato da questionario.
Classificazione di Bristol
Cosa dice
Consistenza e transito, con una scala standard usata in tutto il mondo.
Come si fa
Scala illustrata, compilata insieme.
Esami di approfondimento
Cosa dice
Quando la valutazione lo indica, esami mirati sulla causa sospetta — sovracrescita batterica, permeabilità, composizione della flora.
Come si fa
Prescrizione in laboratorio convenzionato.
Cosa possiamo fare
L'infiammazione di fondo
Quando l'intestino è infiammato da mesi, i sintomi possono restare anche a dieta corretta. In alcuni percorsi valutiamo l'ozonoterapia e l'idrogeno inalatorio come supporto, accanto alle cure dello specialista.
Scopri di più su terapia-ozono.it →Quando gli esami indicano una sovracrescita
Se lo screening indica una sovracrescita batterica o una candidosi ricorrente, valutiamo anche l'ozonoterapia per via rettale. Non si propone a tutti: si propone quando gli esami dicono che può servire.
Scopri di più su terapia-ozono.it →Reintegrare ciò che non viene assorbito
Un intestino infiammato può assorbire meno. In alcuni percorsi utilizziamo infusioni endovenose di vitamine e supplementi, scelti alla visita sulla base degli esami, accanto alle cure dello specialista.
Scopri di più →Le cicatrici e la motilità
Una cicatrice da cesareo o da appendicectomia può essere ancora dolente anche a distanza di anni. In alcuni casi utilizziamo la terapia neurale su questi punti, come supporto nel percorso.
Scopri di più →Quello che impari a gestire da solo
Tra una seduta e l'altra, e dopo, ci sono cose che puoi fare senza di noi: esercizi di respirazione e stimolazione vagale, punti da trattare con la digitopressione quando la tensione torna. Te li insegniamo in studio e li porti a casa.
Il primo passo
Il primo passo è una valutazione: anamnesi strutturata, classificazione del transito, e — se serve — esami mirati sulla causa sospetta. Da lì si decide insieme, con un punto di partenza misurabile.
Revisione medica a cura di Marco De Nardin, Medico Chirurgo, Specialista in Anestesia e Rianimazione, Ordine dei Medici di Venezia n. 6093. Ultima revisione: 1 novembre 2026.